Metaverso

Metaverso è un termine coniato da Neal Stephenson nel racconto cyberpunk Snow Crash, dove viene descritto come una sorta di realtà virtuale condivisa tramite internet, dove si è rappresentati in tre dimensioni attraverso il proprio avatar. Stephenson caratterizza il Metaverso come un’immensa sfera all’interno delle quale ogni persona può realizzare in 3D ciò che desidera, negozi, uffici, nightclub e altro, il tutto potenzialmente visitabile dagli utenti.

La realtà virtuale è l’ambiente media nativo del Metaverso. La scelta della virtualità deriva dalla convergenza di due grandi modelli della computer science: l’ubiquitous computing, dove l’informatica è fatta per apparire sempre e ovunque con lo sviluppo di dispositivi mobili, sempre più leggeri e potenti, indossabili e il cloud computing che permette l’accesso ai dati e la loro conservazione praticamente infinita.

Metaverso è un termine coniato da Neal Stephenson nel racconto cyberpunk Snow Crash, dove viene descritto come una sorta di realtà virtuale condivisa tramite internet, dove si è rappresentati in tre dimensioni attraverso il proprio avatar. Stephenson caratterizza il Metaverso come un’immensa sfera all’interno delle quale ogni persona può realizzare in 3D ciò che desidera, negozi, uffici, nightclub e altro, il tutto potenzialmente visitabile dagli utenti.

La realtà virtuale è l’ambiente media nativo del Metaverso. La scelta della virtualità deriva dalla convergenza di due grandi modelli della computer science: l’ubiquitous computing, dove l’informatica è fatta per apparire sempre e ovunque con lo sviluppo di dispositivi mobili, sempre più leggeri e potenti, indossabili e il cloud computing che permette l’accesso ai dati e la loro conservazione praticamente infinita.

 

La forza del Metaverso è la sua adattabilità; esistono infatti innumerevoli applicazioni che possono trovare terreno fertile nel Metaverso: L’entertainment in primis; non solo il gaming e l’e-sport, ma molto di più. Show e concerti tenuti da artisti di fama mondiale, capaci di sfruttare le risorse interne al mondo in cui si svolgono. Spettacoli virtuali nativi, come il concerto di Travis Scott a Fortnite, al quale hanno assistito oltre 27 milioni di player.

Travis Scott SU Fortnite

Nel fashion già si sono visti i primi tentativi di aperture di flagship store nei Metaversi più famosi da parte di griffe internazionali: Diesel, Dolce e Gabbana, Gucci, Balenciaga. L’elenco è già molto lungo, ma è destinato ad allungarsi ancora.

Inoltre non si può poi non citare La ‘’Metaverse Fashion Week’’, che ha avuto luogo lo scorso marzo a Decentraland, e che ha rappresentato la prima e più grande fashion week interamente digitale del mondo  con quattro giorni di sfilate e oltre 60 brand, designer e artisti dai nomi noti.

E poi formazione e istruzione, arte, teatro e design oltre a scienza sociali, marketing e comunicazioni per finire con uffici virtuali e intere città virtuali sovrapponibili alle mappe reali ed estensibili affinché contengano e mostrino nuovi progetti, idee e provocazioni architettoniche. Di fronte al metaverso tutti si sentono liberi di osare, di creare e di riconfigurare ogni cosa.

Ed Il Vino?

Anche nel caso del vino si sono già verificati i primi timidi tentativi di entrare nel Metaverso. E’ già nato un intero Metaverso creato attorno al vino, ma il modello Expo è a nostro avviso un modello superato difficilmente in grado di attirare gli utenti non appartenenti al mondo del vino. Una tecnologia nuova basata su un approccio antico.

 

L’idea promossa da Vanilla Innovation è creare spazi all’interno di uno o più Metaversi avvicinandosi agli utenti comuni, quelli che magari non bevono vino tutti i giorni, ma sono comunque interessati o incuriositi, ai giovani, agli appassionati di turismo esperienziale.

Un’idea che si concretizza in teatri polifunzionali e polimorfi che si concentrino non tanto sugli aspetti tecnici, ma contenutistici: nasce così l’Enonautilus Wine Theatre”

EWT è un concept, creato da Vanilla Innovations, destinato a vivere all’interno di più Metaversi per fornire alle Cantine, ai consorzi ed agli operatori del sottore, uno spazio dove poter promuovere i propri vini ed i propri territori ad un pubblico nuovo, connesso, aperto alle novità tecnologiche. L’ultra citata Generazione Z  che si avvicina con occhi non velati da dubbi a questi ambienti e grazie a questo approccio ne comprendono appieno il valore.

 

EWT non è però solo Metaverso, ma un ponte che unisce virtuale e reale ed attraverso il quale i sapori, i colori ed i profumi dei territori e delle Cantine Vinicole possono raggiungere territori lontani ed inesplorati.

La Forma

EWT può presentarsi come un museo di NFT così come uno spazio aperto dove tenere conferenze e presentazioni o come l’interno di un wine bar dove scambiare quattro chiacchiere con gli amici di tutto il mondo. Forme che hanno come unica utilità il farci rimanere nella nostra ‘’confort zone’’, di rammentarci che siamo in un mondo ideato per l’uomo, con le regole dettate dall’uomo. Quando riusciremo a liberarci dalle regole ‘’fisiche’’ ecco che allora EWT potrebbe trasformarsi in ogni cos; in sostanza: una struttura polimorfica delimitata esclusivamente dalla funzione che deve ricoprire.

Il Metaverso cambierà i paradigmi di narrazione e interazione con la realtà: un’estensione tridimensionale di Internet, controllata solo dagli utenti.

Siamo alla vigilia di una nuova rivoluzione tecnologica, ad un nuovo World Wide Web. Esserci significa garantirsi uno spazio aperto sul mondo e fruibile in tutte le lingue; significa innovare; modificando la percezione che il mercato ha di noi; significa vendere un prodotto nuovo: non necessariamente un vino, o un’esperienza, ma, forse, un tutt’uno  di entrambe  e di altre mille cose. 

A little rooftop in Monte netto

Tutto questo significa poter organizzare eventi, degustazioni e presentazioni di nuove etichette completamente nel Metaverso incuriosendo giornalisti e ospiti, che possono degustare il vino comodamente da casa loro, in Italia così come in Brasile o nelle isole del Pacifico; significa cancellare i confini della comunicazione ed essere presenti ovunque, perché presenti qui ed ora.


Arthur Sychov, uno dei massimi esperti in Metaverso e realtà virtuale, scrive di come nei prossimi dieci anni la maggior parte della popolazione mondiale userà tecnologie immersive per larga parte della giornata, sia per scopi lavorativi sia per scopi ricreativi, e di come il Metaverso sarà un luogo controllato solo dagli utenti, senza autorità centrale che imponga limiti.